cover_winnerdrugs

Sci/Tech

Winners use drugs: il doping videoludico è una realtà

20 apr , 2015  

Ricordate l’avviso che compariva sugli schermi di alcuni arcade in sala giochi tra il 1989 e il 2000? Nato da un’iniziativa nordamericana e firmato dal capo dell’FBI William S. Sessions aveva teoricamente l’intento di sensibilizzare i giovani sui rischi di sostanze stupefacenti con la frase leggermente retorica “I vincenti non usano droghe”. All’epoca eravamo tutti alquanto confusi per questa iniziativa, e perplessi sull’effettiva efficacia del messaggio, ma nessuno immaginò al tempo quanto questo avviso potesse risultare premonitore.

Dal 2000 a oggi gli sport elettronici, meglio conosciuti nel mondo come eSports, sono passati da un seminterrato con qualche decina di persone a stadi da quaranta mila posti al completo e 38 milioni di visualizzazioni via streaming. Le organizzazioni dietro a questi tornei ormai stanno diventando vere e proprie federazioni, e recentemente in Italia è nata la GEC federazione nazionale che si prefigge di regolamentare l’eSport nel nostro Paese.

Torneo 2014 di Dota 2 alla Key Arena di Seattle, tutto esaurito.

Torneo di Dota 2 alla Key Arena di Seattle, 2014, quasi al completo.

Attualmente al Mondo esistono 2 grandi tornei: il World Cyber Games orientale e l’Electronic Sports World Cup, occidentale. I premi in palio si attestano sulle centinaia di migliaia di dollari, e gli sponsor hanno un ruolo importantissimo dato che l’evento ha una copertura planetaria. Facile quindi immaginare gli interessi che girano intorno a giocatori e team vincenti.

Fotogramma tratto dal film "Il piccolo mago dei videogames" (The Wizard, 1989), primo film che introduce il concetto di torneo mondiale dei videogiochi.

Fotogramma tratto dal film “Il piccolo mago dei videogames” (The Wizard, 1989), primo film che introduce il concetto di torneo dei videogiochi.

Quando si parla di cifre a sei zeri vincere non diventa più un’opzione ma una necessità, e visto che i team hanno bisogno dei soldi degli sponsor, e gli sponsor hanno bisogno di team vincenti, niente vittoria niente soldi: nulla di più semplice. A questo punto il giocatore si trova tra 2 fuochi che finiscono inevitabilmente per causare loro un’enorme fonte di stress. La pressione diventa insostenibile, e la concentrazione e la coordinazione rischia di subire un sensibile quanto fatale calo.

In questo lungo articolo-intervista Steven (che ha voluto rimanere anonimo omettendo il cognome), un giocatore professionista con all’attivo già due tornei mondiali, spiega che nell’ambiente è già molto diffuso l’utilizzo di sostanze dopanti per ottenere migliori prestazioni in gara. Ma quali droghe potrebbero aiutare questi sportivi?

L'Adderall, il controverso farmaco che limita gli effetti della sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

L’Adderall, il controverso farmaco che limita gli effetti della sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

In giochi quali StarCraft, DOTA2, League of Legend o Call of Duty i riflessi e la coordinazione occhio-mano sono tutto, la concentrazione risulta quindi fondamentale per ottenere migliori risultati. I medicinali dedicati al disturbo da deficit di attenzione/iperattività, o ADHD fanno proprio al caso loro: l’Adderall è un farmaco prescritto solitamente a persone affette da narcolessia o disturbi d’attenzione. E’ a base di anfetamina e i suoi effetti più evidenti sono: aumento di concentrazione, tempi di reazione più brevi, diminuzione della fatica e addirittura aumento temporaneo della forza muscolare. Effetti che, come potete immaginare, ne fanno una droga perfetta per il doping videoludico.

L’articolo prosegue con molte altre testimonianze che confermano l’utilizzo assiduo di questo farmaco da parte dei giocatori professionisti, e finisce con l’elenco dei possibili effetti collaterali, compresa la dipendenza, Steven afferma: “Ho fatto l’errore di smettere di colpo. Per due settimane ho avuto postumi terribili, non riuscivo ad alzarmi dal letto, tremavo. Mi sentivo come una gelatina, non riuscivo a muovermi e odiavo qualsiasi cosa.”

Effetti collaterali a lungo termine dell'Adderall sul cervello.

Effetti collaterali a lungo termine dell’Adderall sul cervello.

Attualmente tutti i tornei hanno nel regolamento il divieto di assunzione di droghe o farmaci che aumentano le prestazioni, ma non è ancora stato messo in piedi alcun metodo di controllo per poter individuare e squalificare chi ne abusa. Insomma, è vietato, ma se lo fai nessuno può ancora dimostrarlo. Questo tipo di farmaci non solo rovinano l’esperienza di gioco, ma anche irrimediabilmente gli atleti che ne abusano. Gli eSports sono una cosa recente, e a maggior ragione è necessaria una seria e rigida procedura di controlli, affinchè non perda credibilità.

, , , , , , , , , , , ,

  

By
Video meliora proboque, deteriora sequor.



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *